Lingua:
 
 
 
 
 
 
 

“La prestigiosa accademia fiorentina deriva il suo nome e la sua simbologia del riferimento al grano che, depurato dalla crusca, fornisce la farina, ossia la buona lingua.

 

Quando definirono l’assetto della loro istituzione, nel 1954, gli Accademici della Crusca stabilirono anche che il loro emblema sarebbe stato il frullone, la macchina che, dopo la molitura del grano, separa la farina dalla crusca. Si trattava di una macchina perfezionata a metà del secolo XVI, a quel tempo un congegno d’avanguardia, perchè permetteva una setacciatura a più gradi di affinamento della farina. Gli Accademici avevano scelto dunque una metafora di particolare pregnanza per significare che nel loro lavoro di selezione e analisi della lingua intendevano avvalersi di moderni critici. Il motto il più bel fiore ne coglie, che ricavavano da un verso del Petrarca e affiancarono all’emblema, completava il significato dell’immagine, indicando anche il modello supremo di eleganza linguistica che li ispirava. Il messaggio ripreso e sviluppato con fantasia nelle raffigurazioni degli Accademici componevano nelle loro pale, sulle quali ognuno di loro dichiarava l’impegno e le attitudini con cui si sarebbe applicato al lavoro sulla lingua.

 

Un percorso e un accostamento culturale che vede tra l’altro per la prima volta nella storia l’Accademia uscire da Firenze per diffondere su territorio nazionale, partendo da Milano, i propri valori. La lingua come il pane: entrambi elementi primari dell’esistenza di un uomo, strumento insostituibile di vita e pensiero l’uno, alimento indispensabile al suo corpo l’altra. L’idea balenata all’immaginazione dei fondatori dell’Accademia è di quelle che durano e che fruttificano nei secoli.

Abbiamo accolto, perciò, con vivo interesse l’invito dell’Associazione Panificatori a far rivivere nella loro nobile Casa del Pane lo spirito che animò, davvero infiammò per secoli gli Accademici della Crusca nella loro tenace attività. La riteniamo un’occasione preziosa per diffondere largamente - mediante  varie iniziative culturali - la conoscenza della storia della nostra lingua e per continuare così ad alimentare dei valori che la lingua assume in ogni atto della vita intellettuale e civile degli individui e di un intero popolo.





Lingua dunque come espressione di un popolo, ma anche conoscenza della sua storia. La mostra permanente, allestita alla Casa del Pane, ha proprio l’aspirazione a voler ampliare questo orizzonte. La grande Sala della Colonna al piano terra è destinata ora alle attività culturali e ospita la Mostra permanente Lingua e pane d’Italia a Milano, curata dell’Accademia della Crusca. Le riproduzioni fedeli di sei pale degli Accademici e di quattro ritratti (Capponi, Giusti, Monti e Manzoni), i sette pannelli con testi e immagini e le riproduzioni di pagine e di volumi nelle tre bacheche illustrano il percorso storico, di formazione e affermazione della lingua italiana. I simboli dell’Accademia della Crusca, tutti ricavati dall’ambito della coltivazione del grano e della panificazione, creano la connessione concettuale e iconografica tra la lingua e l’alimento primo dell’uomo.

 

I sette pannelli disposti sulle pareti della sala illustrano le tappe fondamentali del cammino dell’italiano: le sue origini latine, la sua elaborazione secolare attraverso la cultura scritta, la sua funzione formatrice dell’identità italiana, in anticipo sul processo di unificazione politica; infine, la sua funzione attuale per la nostra presenza nella scena europea e mondiale.

Uno dei pannelli illustra in particolare il progresso portato dal frullone nella tecnologia della produzione delle farine e quindi la pregnanza del simbolo adottato dall’Accademia.

 

Firenze e Milano, altra capitale linguistica d’Italia. Due città che sono legate storicamente da ricchi scambi intellettuali fra i proprio cittadini illustri simili per la limpidezza e la vivacità del dibattito che le ha sempre animate. I quattro ritratti - di Vincenzo Monti, Gino Capponi, Giuseppe Giusti, Alessandro Manzoni - evocano una fase molto importante del dibattito che si svolse tra Firenze e Milano a partire dalla metà del Settecento e proseguì nel secolo successivo. Dopo le vivaci critiche degli Illuministi e di una nutrita schiera di scrittori e saggisti – di cui facevano parte anche Parini e Beccaria – nell’età neoclassica e poi in tutto il corso dell’Ottocento si infittì il dibattito tra esponenti di primo piano delle due città. Accanto alle divergenze si segnalano anche calde amicizie tra uomini che in vario modo furono legati alla Crusca: tra gli altri, i quattro qui ricordati in effigie.

 

Un percorso artistico di ampio respiro, in cui i frontespizi dei più importanti vocabolari fanno da bella e originale cornice e, allo stesso tempo, attirano l’attenzione del visitatore sulla nascita dei primi dizionari di grandi dimensioni di una lingua moderna, criticamente vagliata e descritta. Nelle bacheche sono esposti, in riproduzione, i frontespizi delle più importanti opere lessicografiche prodotte in Italia sulla scia del famoso Vocabolario degli Accademici della Crusca (1612, prima edizione, varie altre fino all’inizio del ‘900) e fogli manoscritti di Voltaire, Leopardi e Manzoni.”

 


Tratto dall’intervento di Francesco Sabatini, Presidente dell’Accademia della Crusca, presente sul volume La Casa del Pane – Ex Caselli Daziari di Porta Orientale edito a cura dei Panificatori Milanesi

INGRESSO LIBERO AL PUBBLICO:
tutti i martedì e venerdì ore 10,00/13,00 e 14,00/18,00
CHIUSURA fino alla fine di febbraio 2007 in occasione della mostra temporanea 'Australian Colours'




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